Elita chat

Come sei entrato in contatto con Mukanda e perché hai scelto di prendere parte a questa storia?Sono stato contattato su Facebook, strumento che adoro perché abbatte mille barriere.Detto questo: un conto era immaginarselo, un conto è stato vederlo. Quali sono gli highlights della scorsa edizione che custodisci con più affetto? Molti artisti con cui ho parlato nell’ultimo anno citavano spesso questa esperienza come una delle migliori della loro carriera.Mio figlio di due anni e mezzo che sale sul palco mentre suono insieme a Baba Sissoko, lo stupore della gente al primo set della lineup, quello di Rabih Beaini e a quello di Harmonius Thelonious. Quali sono stati gli ingredienti decisivi per delineare ancora di più l’identità e l’unicità del festival, che dovrebbero secondo te essere presi ad esempio anche da altri festival italiani? Questo non lo dico da curatore del Mukanda, non voglio metterlo su un piedistallo, nei confronti degli altri mille eventi organizzati con passione in Italia.

Dopo un paio di giorni arrivò questa telefonata fiume con Federico che non smetteva più di parlare.Una regola, che formalmente non troverete scritta da nessuna parte, vuole che ogni festival, per lasciare segni tangibili del suo accadimento, stringa con il proprio territorio di riferimento un legame ulteriore.Un rapporto biunivoco, proprio come accade nelle migliori storie d’amore, in cui uno non si limita ad essere cornice dell’altro, e viceversa, ma in cui la personalità di entrambi contribuisce alla costruzione di una narrazione sincera, forte e vivida. Mukanda come il nome di un rito africano che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, in cui i giovani vengono allontanati dalle proprie tribù e lasciati da soli nella foresta a forgiare il proprio carattere, fino a che, acquisita la consapevolezza necessaria, possono tornare ai loro villaggi e partecipare attivamente alla crescita di questi.Non importa quanto costano gli headliner e quanto siano spettacolari le mappature.Abbiamo già visto tutto, ora è arrivato il momento di stringere lo zoom ed andare più in profondità sulle cose.Artisti che interpretano con efficacia questo “linguaggio del ritorno”, che simboleggia contemporaneamente la riappropriazione delle radici ma anche la capacità di queste di dialogare con il moderno.Dal 3 al 5 agosto prossimo avrà luogo la seconda edizione di Mukanda Festival, e per comprendere identità e concetti che sottendono a questo evento così unico ed affascinante nella sua forma, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Raffaele Costantino, tra le voci più riconoscibili di Radio 2 Rai, che cura la direzione musicale del festival.Mi piace l’idea che in un festival l’organizzatore non debba per forza esserne anche direttore artistico o curatore.Ma l’elemento più importante, a parte l’entusiasmo dei ragazzi, è stato il concept del festival.A maggior ragione se a curare la line-up sarebbe stato un matto che da anni in Italia predica la rivalsa sociale dell’Africa tramite la propria creatività contemporanea.Ricordi quali sono state le impressioni quando hai visto per la prima volta la location del festival?

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